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Chiesa di Santa Caterina di Alessandria

Ai margini della Laguna, lontana dagli itinerari turistici, si trova la Chiesa di Santa Caterina, una parte di un complesso monastico di suore benedettine, soppresso nel 1806. Un esempio stupendo, ancora molto ben conservato, di architettura monastica (ricostruzione del XIII su preesistenze dell'VIII secolo).

L'interno della chiesa, a una navata, con soffitto ligneo a carena di nave -anticipato da un atrio pavimentato in cotto, a spina di pesce, conserva l'aspetto delle chiesette romano-gotiche conventuali del 300 e 400 pur presentando tracce più antiche: le finestrelle della parete destra, gli archetti pensili e le lesene del muro esterno. Alla costruzione del primo 400 appartengono anche le eleganti travature del vestibolo che sorreggono il coro pensile, a grate, delle monache. 

All'esterno, invece, la chiesa quasi non si distingue dalle case vicine se non per la lunetta di marmo scolpito, raffigurante lo sposalizio di Santa Caterina, posizionata sopra l'importante bel portone d'ingresso. 

Numerose le opere d'arte conservate nella chiesa. Tra queste particolarmente significative sono il rilievo del XIV secolo raffigurante la Vergine con Bimbo, la scultura gotica del XVII secolo rappresentante le Mistiche Nozze di Santa Caterina e la tela del XVII secolo attribuita a Matteo Ponzone. 

Completa il complesso religioso, il trecentesco campanile della chiesa che, situato all'interno del vecchio cimitero, arricchito dalle bianche bifore della cella e impreziosito da una piccola cupola sulla sommità della cuspide, ospita la campana più antica della Laguna (anno 1318).