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4 Novembre 2016: a 50 anni dall' "Aqua Granda" Burano ricorda

Si è svolto a Burano uno dei momenti "clou" del cinquantesimo anniversario dell'acqua alta del 1966, che toccò quota 1,94 sul livello del mare e lasciò famiglie senza acqua potabile ed elettricità per giorni. E' stata una giornata ricca di emozioni e ricordi.

Grazie  a tutti coloro che hanno partecipato.

 

DAL GAZZETTINO DI VENEZIA

Sabato 5 Novembre 2016

"E' da luoghi come Burano che può e deve ripartire il rilancio di Venezia. Per il quale occorre riscoprire il senso di comunità che dopo l'Aqua granda di 50 anni da consentì di chiedere e ottenere una legislazione speciale. E prima ancora, di rimboccarsi le maniche conservando anche nei momenti difficili la propria vitalità e il proprio sorriso". Ieri il commento del sindaco Luigi Brugnaro al filmato amatoriale suglil effetti a Burano della marea eccezionale del novembre 1966 è stato tutto fuorchè casuale. Perchè quei fotogrammi graffiati e sbiaditi, oltre al furore e agli effettti devastanti delle onde, a colpire erano il sorriso che comunque non abbandonava i buranelli impegnati a salvare il salvabile, e la loro palese voglia di ricominviare. All'interno del cinema Pio X, davanti ad un uditorio costituito prevalentemente da giovanissimi della scuola elementare e media "Baldassarre Galuppi", il sindaco ha sottolineato che "il futuro di questi bambini dipende da noi". E parafrasando il presidente americano John Fitzgerald Kennedy, ha chiesto a tutti di "non chiedersi cosa potrebbe fare Venezia per loro, ma cosa potrebbero fare loro per Venezia". A cominciare -appunto- dalla riscoperta di quel senso di comunità essenziale per chiedere a chi di dovere e nuovamente a una voce quello di cui la città ha bisogno. "I vostri vecchi vi hanno dato una lezione di vita -ha aggiunto nella medesima circostanza il Patriarca Francesco Moraglia- Avvenimenti del genere ci mettono a nudo e ci fanno scoprire che l'uomo è e rimarrà sempre un essere fragile, nonostante il progresso scientifico e tecnologico. Inoltre, eccezioni a parte, mostrano come nelle situazioni limite la gente diventi migliore. D'altro canto, le prove sostenute dai buranelli nel novembre 1966 ho dovuto sostenerle più di recente  anche io, nella diocesi di La Spezia. Dove in una situazione similare alla Aqua Granda, primi punti di riferimento delle comunità locali restavano i parroci, i sindaci e i marescialli dei Carabinieri". Durante l'incontro al Pio X organizzato dal Consorzio Venezia Nativa (i commercianti dell'isola) e da Giuseppe Bepi D'Este, Brugnaro e Moraglia hanno sempre voluto vicina la merlettaia di 100 anni Emma Vidal. E hanno seguito con grande attenzione sia la testimonianza di Rita Bon (che l'alluvione del 1966 la visse dalla sua piccola casa con il pianoterra sommerso dall'acqua), sia la lettura della preghiera del pescatore di Burano da parte di Leda Quintavalle ("Allora la recitai di seguito dieci volte, e l'acqua sparì", ha confessato alla fine). Prima dell'incontro, l'alzabandiera e l'omaggio ai caduti in Piazza Galuppi, con la partecipazione di Monsignor Moraglia, delle scolaresche e di una delegazione dell'Associazione nazionale marinai d'Italia. E a seguire, una passeggiata per Burano delle autorità (presenti anche il consigliere delegato alle isole, Alessandro Scarpa Marta, i consiglieri comunali Renzo Scarpa e Maurizio Crovato e il consigliere di Municipalità Giampaolo Gasperini), accompagnate dal parroco Enzo Piasentin, Carabinieri, Polizia Locale e Protezione civile al seguito. Tanti i sorrisi e le strette di mano all'indirizzo del sindaco e del Patriarca. E durante il loro "liston" anche una sosta alla pasticceria-laboratorio di Carmelina e Giorgio Palmisano. Dove Brugnaro si è fatto regalare un pacco di lievito, "per fare il pane come si deve", e Moraglia è stato omaggiato con più confezioni di Bussolà e Essi.

 

 

Le foto dell'evento sono state scattate da Massimo Busato/Fotoclub Obbiettivo Burano per Consorzio Venezia Nativa.





News del 08/11/2016